Nascita, crescita, sviluppi di una “vocazione commerciale”

Tutto inizia prima della guerra 1915/18. Partiamo dal 1909, anno in cui il nonno “Giuseppin”, come veniva chiamato, ultimo di sette fratelli si ritrova orfano di padre e madre all’età di otto anni.
I tempi sono durissimi, le circostanze peggiorano la situazione. Dopo varie peripezie, vissute in Piemonte presso lontani parenti per nulla inteneriti dalla mala sorte, si ritrova alla fine del conflitto senza un lavoro e inserito in compagnie che lui stesso considera pericolose. Per sfuggirne comprende che è necessario avere una famiglia cui dedicarsi: conosce una buona giovane e decide di sposarla pur in mancanza di mezzi.

Siamo nel 1920, 19 anni lui, 17 lei. Affronta con coraggio leonino la situazione, ottiene fiducia presso commercianti affermati e si dà con coraggio ed entusiasmo al commercio ambulante di tessuti. È fornito di una buona capacità di persuasione e con il principio dominante di operare onestamente e coscienziosamente riesce a formarsi una piccola clientela che gli consente di ben figurare presso i suoi fornitori. Il giovane cresce e contemporaneamente cresce la famiglia: nel 1924 a soli 23 anni è padre due volte. Occorre guadagnare di più. La sua competenza della materia aumenta, le fonti di approvvigionamento migliorano e con grande spirito e volontà si trasferisce in Sardegna, senza alcuna indicazione di riferimento, obbedendo solo al suo fiuto ed al suo coraggio. Il primo tentativo è promettente; altri ne seguono e la famiglia, pur in ristrettezze, vive in modo dignitoso. Finalmente nel 1934 i suoi risparmi gli consentono di aprire un negozietto, sostituito poco dopo con altro presso il mercato di Sampierdarena.

La strada è avviata, prende contatto diretto con fornitori fabbricanti e la sua considerazione è ormai alta. Il costante ed attento operare gli consentono di progredire, presso le banche è stimato e non ha più bisogno di finanziamenti. La famiglia cresce ancora e tutto sembra ben avviato quando un nuovo conflitto esplode. Il palazzo dove è situato il negozio viene colpito; bisogna mettere in salvo la merce salvata, la famiglia viene sfollata ritornano giorni tempestosi.

Finalmente a guerra finita, nel 1946 si ricomincia: viene aperto un nuovo negozio in altra zona di Sampierdarena. Ormai il suo nome è molto conosciuto e ben considerato e gli affari riprendono a galoppare. Due successivi ampliamenti dei locali accrescono il prestigio della “ditta” diventata una realtà commerciale importante. Purtroppo nel 1973 la vicenda umana di “Giuseppin” viene fatalmente interrotta. I due figli maggiori prendono il posto del padre. La sede del negozio viene nuovamente spostata in un locale più centrale di ben trecento metri di superficie realizzato da un affermato professionista.

Per Sampierdarena “LA RISORGENTE“ è diventata un punto di riferimento importante e la gente saluta i due fratelli come “u sciu Risorgente“.
Il tempo passa e nel 1994 dopo ben cinquanta anni di attività “LA RISORGENTE“ chiude i battenti tra il rimpianto di molti Sampierdarenesi. Ma, come la Fenice, rinasce dalle ceneri. L’ultimo dei figli del titolare Sergio, precisamente Alberto, ottenuto il diploma di ragioniere e adempiuto il servizio militare, decide di intraprendere il cammino che il nonno aveva iniziato e il padre continuato.

I tempi sono cambiati, intuisce che occorre puntare su un negozio di nicchia, di alto livello e nel 1990 inizia la sua nuova avventura con lo spirito e l’entusiasmo, “mutatis mutandis“, dell’iniziatore “nonno Giuseppin”. Ed il tempo, galantuomo, sembra tributargli il meritato successo.

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